JOSEF SUDEK
FOTOGRAFIE DA PRAGA
 

dal 23 settembre al 20 novembre 1999 
 
 
   

in collaborazione con 

Art... on Paper, Lugano

Czeck Center of Photography, Praga

  BIOAGRAFIA 

Josef Sudek (Praga 1896-1976) è soprattutto noto per i suoi paesaggi, una ricerca fotografica iniziata negli anni ’20 e che è durata per tutta la vita. Insieme alle «Nature morte», i paesaggi di Sudek costituiscono veri e propri esercizi poetici, un esperimento unico nella storia della fotografia che ha dato notorietà a Sudek come uno dei suoi protagonisti.
Josef Sudek diventa apprendista fotografo a quattordici anni nello studio di Bohumila Bloudilova, una lontana parente, dopo aver frequentato una scuola di rilegatore di libri. Negli anni seguenti e prima di essere chiamato per il servizio militare nel 1915, lavora parecchio e prepara un album di 156 fotografie formato 4,5 x 6: per la metà erano paesaggi e per l’altra metà erano fotografie di Praga incluso il Castello, il Ponte Carlo, il Teatro Nazionale e interni di palazzi e monumenti.
Nel corso della prima guerra mondiale Josef Sudek viene ferito al braccio destro che gli verrà amputato. Passa la convalescenza nell’ospedale per reduci di guerra di Praga, dove esegue una toccante serie di fotografie dall’atmosfera fumigante e disperata.
Secondo alcuni biografi l’amputazione del braccio destro spinge Sudek a continuare la carriera di fotografo a scapito dell’attività di rilegatore; altri sostengono che l’amputazione del braccio non fece che accelerare il suo destino più grande, mentre paradossalmente gli rendeva ogni compito, ogni atto più difficile e più lento.Nel 1920 diviene membro del Circolo dei Fotografi dilettanti di Praga e conosce  Jaromir Funke con il quale condivide una posizione critica nei confronti degli altri membri del circolo e con il quale nel 1924, lasciato il Circolo, fonda la Società di fotografie ceca. In quegli stessi anni scopre i fotografi americani (Clarence H. White, Edward Weston), si iscrive alla Scuola di arti grafiche e segue il corso di fotografia tenuto da professor Karel Novák per due anni consecutivi.
Il suo primo grande lavoro lo svolge dal 1924 al 1928 quando segue i lavori di ricostruzione della cattedrale di San Vito a Praga. La meticolosità ed il rigore nella ricerca del momento ideale gli valgono un album di 15 fotografie che Anna Farova cosi descrive: 
«…una mescolanza di intimo e monumentale; una illuminazione magica unita a una perfezione compositiva; fusione di atmosfera e spiritualità; visioni di insieme e intensità di dettagli in una raffinata armonia tonale.» 
Nel 1926 la sua passione per la musica lo porta a compiere un viaggio all’estero invitato ad accompagnare in tournée in Italia i membri dell’Orchestra Filarmonica Ceca. Durante il viaggio riconosce i luoghi che lo videro ferito in guerra; una sera abbandona un concerto alla ricerca…  ormai all’alba trovó il posto «Ma il braccio non c’era – solo quella cascina era ancora lí…» Per due mesi perde i contatti con la filarmonica e scatta diverse fotografie. Più tardi racconterà di non aver più fatto nessun altro viaggio.
Apre il suo primo studio lo apre nel 1928 nel quartiere di Malá Strana a Praga e negli anni seguenti lavora professionalmente ottenendo grandi successi, nell’ottobre del 1932 apre la sua prima mostra personale a Praga.
Nel 1940 scopre con entusiasmo la stampa per contatto; torna alle nature morte, all’intimità del suo giardino e degli anni più cari; usa apparecchi di grande formato, fino al 30 x 40 cm; continua a scattare fotografie di Praga e del suo Castello. Intorno al 1950 usa la grande macchina panoramica Kodak del 1894, ottenendo immagini del formato di 10 x 30 cm.
Nella sua carriera moltissime sono state le esposizioni personali e collettive alle quali ha partecipato, innumerevoli le pubblicazioni che raccolgono i suoi lavori fino al 15 settembre 1976 quando muore a 80 anni  dopo aver curato una sua mostra al Museo di Arti decorative  a Praga.
Altre importanti mostre personali sono state organizzate con le opere di Josef Sudek, una delle ultime in Svizzera è stata allestita al Musée de L’Elysée a Losanna nel 1995; una importante monografia è stata pubblicata (in tre lingue: ceco, tedesco ed inglese) nel 1995 da Torst Publisher, Praga con testi di Anna Farova.
 


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