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PRODOTTI PER LA CONSERVAZIONE,
ARCHIVIO E PRESENTAZIONE DI FOTOGRAFIE E STAMPE D'ARTE |
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INFO TECNICHE |
AVVERTENZE
uPrefazione
uLa
qualità del materiale
uLa
manipolazione
uFattori
ambientali
u-
la luce
u-
la temperatura e l'umidità relativa
uL'archivio
e i suoi materiali |
Chi
volesse dare un contributo e migliorare le informazioni di questa
pagina, può inviare il testo corretto o da aggiungere al seguente
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laboratorio@consarc-ch.com |
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PREFAZIONE |
Quando si acquista
un prodotto qualsiasi, in genere si trovano nella confezione le
istruzioni per l'utilizzo e le avvertenze affinché la sua durata sia più
lunga possibile.
Ebbene queste
dovrebbero trovarsi anche assieme al materiale fotografico trattato, sia
positivo che negativo. Questo non succede e capita che, una volta
sviluppato, il negativo o la stampa positiva vengano trattati nel modo
sbagliato.
Scrivere per una
rubrica di conservazione ed archiviazione di materiale fotografico
significa, per me, far capire al lettore che ci sono determinate cose
che non si devono fare ed altre che, se si vuole mantenere il più a
lungo possibile un prodotto fotografico, si deve avere l'attenzione di
eseguire. Vuol dire, in qualche modo, cambiare delle abitudini sbagliate,
e so che questo è sempre molto difficile.
In effetti se si
parte dal presupposto che niente è eterno potrebbe sembrare inutile una
rubrica sulla conservazione, ma ritengo utile, ed anche l'editore lo ha
ritenuto, sprecare qualche parola affinché i meno informati sappiano
cosa succede quando un negativo od un positivo vengono manipolati nel
modo sbagliato.
Darò pertanto delle
indicazioni generali affinché si capisca perché certi atteggiamenti sono
necessari per un buon mantenimento del materiale fotografico, evitando
le formule scientifiche e le motivazioni "molecolari", anche perché la
mia preparazione non lo permette. Saranno comunque delle "AVVERTENZE"
utili per migliorare quello stato di cose che, per esperienza, vede
negativi e stampe positive, per la maggior parte, maltrattati.
Alcune indicazioni
che darò qui di seguito, sembreranno difficili da ottenere o di
importanza relativa al momento che dovranno essere fatte; impegneranno
ulteriore tempo e diventeranno un costo per il fotografo, ma insisto sul
loro valore visto come investimento qualitativo globale.
In un certo qual modo diventa un risparmio se si tiene conto che pagare
un premio per un'assicurazione (ammesso che esista una polizza di questo
genere) per il risarcimento di negativi graffiati o per un positivo
piegato o scolorito e rovinato definitivamente, costerebbe di più che
non impegnarsi in una maggiore attenzione.
Il mio primo
intervento é basato sull'informazione delle cause che determinano il
deterioramento del materiale fotografico e sarà diviso in tre parti: la
qualità del materiale, la manipolazione, fattori ambientali. |
Bibliografia |
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La qualità del materiale |
Non é cosi ovvio
che, per chi produce materiale fotografico, sia importante utilizzare il
miglior materiale che il mercato offre.
La prima differenza
si riscontra tra il bianco/nero ed il materiale a colori. I copulanti
utilizzati generalmente per il materiale a colori sono poco stabili e
vengono facilmente attaccati da fattori ambientali più che nel materiale
bianco/nero.
Un bravo conservatore sa che l'ottimo sarebbe archiviare il materiale a
colori sia negativo che positivo su lastre, ad una temperatura uguale o
inferiore a 0 gradi con umidità relativa controllata. Il bianco/nero é
meno esigente ed un ambiente con valori di temperatura e umidità
relativa (RH) stabili e costanti (16/20 gradi con 50/60% di RH) é più
facile da ottenere.
Per quanto riguarda
il positivo, più che di materiali si tratta anche di tecniche di stampa
più affidabili dal punto di vista della conservazione e vi sono in
commercio materiali di lunga durata: dye transfer (tra poco non più
fabbricato), cibachrome, stampa al carbone ed ultimamente un nuovo
materiale chiamato Ultrastable, per il colore; le carte baritate ai sali
d'argento con viraggio protettivo, la stampa al platino palladio, la
stampa al carbone ed alcune tecniche d'epoca. Tecniche che introduco l'argomento
dei costi e del tempo di trattamento, fattori non trascurabili
nell'attività di un fotografo.
Rimanendo però sui materiali più utilizzati si può affermare che il
bianco /nero si riesce a conservare meglio.
Dopo questo
presupposto e, specialmente per chi tratta in camera oscura il materiale
per proprio conto, é bene affermare che il primo importante fattore di
conservazione per negativi o positivi fotografici é che questi vengano
trattati seguendo le istruzioni che i produttori dei chimici per camera
oscura danno insieme al prodotto. Un trattamento fatto nel modo corretto
è un primo passo verso la lunga vita del vostro materiale fotografico.
Il lavaggio, fase finale del trattamento, ha importanza determinante al
fine della eliminazione completa di residui di fissaggio ed eviterà che
questi residui si ossidino e causino macchie e deterioramenti
difficilmente correggibili e restaurabili. Richieste di informazioni ai
tecnici delle ditte fornitrici agevoleranno il fotografo ad effettuare
il trattamento nel modo migliore.
(Foto a pag 81 del
libro kodak "Conservation of photographs)
La dimostrazione di
quanto scritto sopra é data dalle fotografie d'epoca che sono riuscite
ad arrivare ai nostri giorni: chi avesse avuto l'occasione di visitare
un archivio fotografico di un fotografo d'inizio secolo avrà visto
immagini che, stampate apparentemente nello stesso modo, hanno subito
delle variazioni differenti e che alcune si sono meglio conservate di
altre anche se custodite allo stesso modo.
Quindi un buon
materiale trattato nel miglior modo possibile diventa un criterio di
protezione del materiale stesso.
P.S. Il materiale
fotografico positivo é composto, oltre che dallo strato sensibile anche
dal supporto formato per la maggior parte dalla carta. I problemi di
conservazione relativi alla carta sono anch'essi complessi. Non
dovrebbero, in relazione a questo paragrafo, influire molto in quanto si
parte dal presupposto che la carta usata dai produttori di carta
fotografica sia di buona qualità. Altra cosa poi è la carta politenata.
In questo caso é la politenatura che potrà dare problemi, ma non la
qualità della carta utilizzata.
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La manipolazione |
La fotografia ha lo
scopo principale di essere vista, osservata e manipolata da chi in
qualche modo opera nel campo delle immagini visive. Amici, collaboratori,
art directors, editori, corniciai, artigiani vari si trovano spesso a
toccare la stampa fotografica senza quelle attenzioni necessarie.
Quando si afferra
con le mani una stampa fotografica il primo gesto é quello di cercare di
sostenerla con una sola mano e da un solo angolo. Questo modo errato
causa nella maggior parte dei casi la cosiddetta "orecchietta" segno
indelebile nella carta fotografica.
Molto spesso le dita
vengono appoggiate sul fronte dell'immagine lasciando la propria
impronta digitale. Questo, oltre ad essere un segno evidente, sarà causa
di ossidazioni e macchie che rimarranno parte della fotografia.
Quando su una
scrivania si lavora con fotografie e ci si trova a dover scrivere delle
annotazioni, non sempre si pensa a togliere la fotografia da sotto il
foglio di carta. La stampa avrà così dei segni fisici evidenti e poco
simpatici.
Soffiare su una foto
per togliere il granello di polvere potrà essere causa di un lascito di
saliva certamente non necessario alla fotografia.
Cercare una stampa
tra una mazzo di foto, senza la necessaria attenzione, significa
graffiare, piegare, sporcare il materiale stesso.
Questi sono alcuni
esempi di ciò che capita al materiale fotografico. Una maggior
attenzione quindi nella manipolazione del materiale contribuisce a
mantenere in buono stato le vostre stampe fotografiche. |
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Fattori ambientali |
Abbiamo visto come
manipolare in modo errato il materiale fotografico causi danni allo
stesso. Capita però che anche lasciando ferme le nostre fotografie per
parecchio tempo nel posto sbagliato queste si deteriorino e si
danneggino in modo irreparabile. Questo dipende dal luogo nel quale
vengono depositati o dall'oggetto che custodisce i materiali e dai
fattori ambientali che possono arrivare a contatto con la fotografia.
I fattori ambientali
che influiscono sulla conservazione del materiale fotografico sono: la
luce, la temperatura, l'umidità relativa dell'aria, il luogo ed il
materiale d'archivo (scatole, armadi, l'ubicazione dell'archivio, il
sistema di climatizzazione e la purezza dell'aria, ed in un eccesso di
rigore, nell'ubicazione dello stabile dove viene custodito un archivio
fotografico). E qui il discorso si fa complicato perché in effetti può
essere sufficiente uno solo di questi fattori per causare danni, ma il
peggio é che la somma e la complicità di tutti questi fattori é la causa
dei maggiori danni al materiale fotografico e non.
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La luce |
E' formata da onde
elettromagnetiche paragonabili alle onde radio o televisive, ma di
lunghezza d'onda più corta. Nello spettro della luce la lunghezza d'onda
che va dei 400 ai 750 nm ( nanometro = unità di misura della luce) é
visibile all'uomo. Le radiazioni con una lunghezza d'onda inferiore ai
400 nm sono chiamate Ultraviolette e provocano delle reazioni fotochimiche complesse. Radiazioni al di sopra dei 750 nm (infrarossi)
provocano delle alterazioni della temperatura a favore di fenomeni di
ossidazione.
Mi sento un poco in
imbarazzo, scrivere sulla luce rivolgendomi ai fotografi che, si suppone
conoscano a sufficienza questa materia. In ogni caso meglio ricordare
che il materiale "fotografico" é materiale che reagisce alla luce anche
dopo un completo trattamento chimico.
E' più che naturale
che la fotografia rimanga a diretto contatto della luce, almeno per
poterla vedere, ma che questa rimanga esposta alla luce diretta del sole
o ad una fonte luminosa molto forte per troppo tempo é causa di quelle
reazioni fotochimiche di cui si parlava prima. In oltre la stampa
fotografica é supportata dalla carta che se esposta alla luce si infragilisce e si deteriora.
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La temperatura ed
umidità relativa |
Per poter mantenere
in buone condizioni qualsiasi oggetto dalla fotografia, agli alimenti,
ai mobili ed altro, sono necessarie temperatura ed umidità relativa
ideali e costanti.
La percentuale di
umidità relativa dell'aria indica la quantità di vapore acqueo che si
trova nell'aria. Questo dipende dalla quantità di umidità assoluta
dell'aria e dalla temperatura dell'ambiente. Con sbalzi di uno o
dell'altro di questi due fattori ambientali si verificano dei mutamenti
strutturali nel materiale che vogliamo conservare. La carta é un
materiale che modifica la sua struttura, il volume e le dimensioni con
umidità e temperatura differenti. Cambiamenti repentini di questi due
valori sono pericolosi per la carta fotografica e di conseguenza per lo
strato di emulsione sensibile, che potrà gonfiarsi con forte umidità
dando la possibilità a altri fattori esterni di penetrare nella
struttura del materiale ed insediarsi causando in seguito ossidazioni,
possibili infiltramenti di spore portate dall'aria, con conseguente
sviluppo di muffe, o indebolendo la struttura del materiale più
vulnerabile ad eventuali attacchi di insetti. Nel caso, invece di una
bassa umidità il volume del materiale potrà diminuire e causare delle
crepe più o meno microscopiche dove potranno insediarsi sporcizia e/o
agenti ossidanti che, con un ulteriore sbalzo di umidità, avranno un
facile sviluppo. Come sopra accennato valori di temperatura ed umidità
relativa costanti favoriscono una buona conservazione del materiale
fotografico.
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L'archivio ed i suoi
materiali |
Il contenitore deve
avere le stesse qualità del contenuto.
Scatole e buste sono
i materiali che si trovano a diretto contatto del materiale fotografico
che vogliamo conservare. Queste devono avere determinate qualità al fine
di non influire negativamente.
(immagine a pag 43 del libro "La conservation des photogrphies") Scatole
in cartone di pessima qualità fabbricate con pasta di legno non deacidificata, contenenti delle impurità (residui metallici provenienti
dal processo di fabbricazione) potranno, in determinate condizioni
ambientali, emanare dei vapori acidi che andranno ad intaccare il
contenuto. Scatole fabbricate con materiali inadeguati (graffette in
ferro, colle instabili) potranno contagiare il contenuto con ossidazioni
(ruggine) o reazioni chimiche indesiderate della colla.
Non sempre i
materiali che vengono venduti con la dicitura "per fotografia" sono
idonei alla buona conservazione. Una maggiore attenzione alla qualità
del materiale aiuta a mantenere più a lungo le vostre fotografie.
Le buste che
contengono le stampe fotografiche od i negativi sono anch'esse
importanti. Buste in plastica generica non sempre sono adeguate per una
buona conservazione. Fino a poco tempo fa venivano vendute per la
custodia di fotografie mappette plastiche fabbricate con PVC che, per il
suo contenuto di cloro, sono chimicamente instabili e contribuiscono ad
un più veloce deterioramento del contenuto. La cosiddetta carta pergamina (una velina semitrasparente resa lucida in superficie con un
trattamento di ceratura) non é ritenuta, da molti restauratori di
fotografie, idonea per la conservazione delle stampe in quanto la
fabbricazione industriale non garantiva una buona qualità (senza acidi).
Attualmente vengono commercializzate delle carte pergamine deacidificate.
Altro materiale che
solitamente viene a contatto con le stampe positive sono i nastri
adesivi e le colle. Anche questi materiali venduti "per fotografia" non
sempre hanno le qualità necessarie.
I nastri adesivi
contengono, nello strato adesivo, degli emollienti che evitano alla
colla del nastro di seccarsi. Questi emollienti sono causa di attacchi
alla carta della fotografia ed alla superficie sensibile e causano
ingiallimenti, infragilimento della carta ed, a lungo andare,
ossidazioni dell'immagine fotografica.
Costituire il
proprio archivio con scatole e buste di qualità è già un altro buon
passo. Evitare i materiali inadeguati ed una maggior attenzione nella
scelta degli stessi contribuisce a prolungare la vita del prodotto del
vostro lavoro. |
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Quanto sopra scritto
non vuole essere un trattato scientifico, ma semplicemente un testo con
consigli utili derivanti dalla nsotra esperienza. La bibliografia (quando
aggiornata) servirà a chi volesse approfondire il tema.
Siamo a disposizione per ulteriori informazioni. Per domande che esulano
la nostra conoscenza possiamo indirizzarvi a professionisti più
informati e più aggiornati di noi. |
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