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SUGGERIMENTI PER UNA
COLLEZIONE
Alcuni suggerimenti a chi (privati, istituzioni e ovviamente
fotografi-autori) intende collezionare o per qualche altro motivo
acquistare e/o vendere fotografie.
- Il supporto
- Annotazioni sul retro della stampa
- Vintage (stampa d'epoca)
- L'edizione o tiratura
- Dimensioni
- I prezzi
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di Guido Giudici
da metà degli anni '70 mi occupo di fotografia per passione e
dal 1990 per professione.
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Il supporto
Naturalmente il
supporto delle vostre future opere é di importanza fondamentale.
In fotografia la cosa é abbastanza complicata perché sia
per l'industria (costantemente alla ricerca di prodotti da vendere e
gli ultimi sono "sempre" i migliori) sia per i fotografi (costantemente
alla ricerca di buoni prodotti che non sempre corrispondono alle
novità che propone l'industria) le cose cambiano spesso.
Gli ultimi si danno la pena di soddisfare le richieste dei
collezionisti che quando si tratta di pagare cifre importanti,
pretendono giustamente che l'oggetto in questione duri nel tempo. Una
vera e propria garanzia di qualità é difficile ottenerla
soprattutto per le novità tecniche del mercato.
Piuttosto si ritorna all'utilizzo di tecniche di stampa d'epoca che
hanno oramai avuto il certificato di durata dal tempo della loro vita.
Materiali storici come il dagherrotipo, le stampe all'albumina, al
collodio, al carbone, al platino e molte altre tecniche di stampa sono
oggi conosciute e si sa quanto possono durare nel tempo a determinate condizioni di conservazione.
Di queste alcune sono riprese oggi da alcuni autori che per valorizzare
il loro lavoro offrono ai loro clienti stampe di qualità.
Attualmente le tecniche
più utilizzate dagli autori contemporanei sono:
- per il Bianco Nero la stampa ai sali d'argento su carta baritata
(e non politenata) preferibilmente con un viraggio protettivo al
selenio o, più raramente, la stampa al platino (platinotipia e
non il semplice viraggio al platino). Ultimamente date le dimensioni
delle opere si tende a montare le stampe su alluminio a altro supporto
rigido per evitare ondulazioni nel caso di cambiamenti di
umidità. Per questo motivo la carta baritata é di
difficile manipolazione e gli adesivi industriali utilizzati per
l'incollatura non garantiscono la durata nel tempo. Si preferisce
dunque stampare i positivi su carta politenata che, anche se non rende
la qualità fotografica della carta baritata, garantisce una
maggiore resistenza all'instabilità degli adesivi industriali
utilizzati per il montaggio.
- per il colore la stampa RC
colore (o C Print) che, anche se
migliorata nella durata di quello che era qualche anno fa, rimane
sempre molto debole se esposta alla luce e senza accorgimenti (quali
vetri con filtri contro i raggi ultravioletti o montate con vetri
acrilici speciali che proteggono dai raggi UVA- vedi pagina vetri
speciali) é comunque a rischio di indebolimento del colore.
Altra tecnica, utilizzata meno frequentemente per i gli alti costi,
é la stampa su carta Cibachrome che garantisce una buona durata
dei colori per almeno 100 anni (così come dichiarato dalla casa
produttrice).
Le stampe contemporanee devono
essere impeccabili e senza
difetti. Il difetto più
frequente é "l'orecchietta" che é causato da una errata
manipolazione della stampa, che cede se si pretende di sostenerla con
una sola mano. L'"orecchietta" é indelebile e nella visione
della stampa diventa un elemento di disturbo. Così come graffi,
incisioni per scritte sul retro troppo pesanti, ed altro diminuiscono
il valore della stampa.
Per le stampa "vintage" (stampa che l'autore ha eseguito nello
stesso periodo dello scatto) le cose cambiano e le caratteristiche
tecniche devono essere valutate con perizia di volta in volta. Diversi
sono i periodi storici dalla nascita della fotografia dove un materiale
é stato utilizzato più di altri e valutare la
qualità di ciò che ci si trova dinnanzi non é
sempre facile. Solo alcuni esperti riescono con l'aiuto di attrezzature
adeguate e molta esperienza a riconoscere esattamente certe tecniche di
stampa.
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Annotazioni sul retro
della stampa
Qui di seguito trovate i
dati che secondo noi dovrebbero figurare direttamente sul retro della
stampa con lo stesso
ordine come elencati. Se in seguito l'opera viene incorniciata, gli stessi
dati potrebbero essere riportati sul cartoncino nel retro della cornice
- Titolo
- luogo
- codice di riferimento dell'archivio dell'autore
- anno di realizzazione
- anno di stampa
- edizione/numerazione
- firma dell'autore
- il titolo
non sempre i fotografi danno un titolo alle loro opere per evitare,
secondo alcuni concetti attuali delle arti visive, di dare indicazioni o
suggerimenti riguardo quanto l'opera deve comunicare unicamente con la
sua immagine.
Chi definisce un titolo, dà una indicazione in più e
condiziona la visione dell'opera stessa. Naturalmente per certe
immagini non é pregnante avere o non avere un titolo.
- il luogo
non determinante, ma utile per riconoscere i luoghi nel caso di opere di
paesaggio o architettura;
- codice di riferimento dell'archivio
dell'autore;
nel caso di scatti differenti dello stesso soggetto, alcuni autori
scrivono un codice di riferimento per riconoscere il negativo dal quale é
stata stampata l'opera positiva;
- l'anno di realizzazione
(scatto).
Sapere quando un autore ha realizzato la sua opera é molto
importante per contestualizzare le opere e capire come mai un autore ha
realizzato un lavoro.
- l'anno di realizzazione della
stampa positiva.
Non sempre gli autori realizzano tutte le stampe di una edizione ed a
volte tra il momento dello scatto e la realizzazione della stampa
fotografica passano alcuni anni. Indicare sul retro della stampa l'anno
in cui é stata realizzata, se diverso dall'anno dello scatto,
é una informazione in più e può a volte confermare
una migliore o peggiore qualità del supporto utilizzato per la
stampa e quindi un valore differente.
- edizione/numerazione;
viene scritto il numero della copia dell'edizione che l'autore ha deciso
per quella immagine o serie di immagini, la stessa cifra viene barrata con
la cifra corrispondente al massimo delle copie che saranno stampate.
Esempio 4/25: si tratta della quarta copia di 25 che saranno stampate.
- annotazioni eventuali:
alcuni autori danno indicazione di chi ha realizzato la stampa, oppure del
materiale di supporto della stampa, o altre indicazioni.
la firma dell'autore
La firma si mette in ultima posizione per autentificare i dati sopra
riportati.
Naturalmente. Può essere scritta a matita (la grafite non ha
inchiostri che possono con l'andare del tempo trasferirsi sul fronte
dell'immagine e/o nella fibra della carta.
Alcuni autori firmano sul fronte, nel bordo bianco (pochi, come Mario
Giacomelli, firmano nell'immagine con una normale penna a biglia), io
preferisco che la firma sia sul retro al centro dell'immagine.
N.B. é necessario fare attenzione a non premere troppo con la matita per
evitare di incidere la carta e trasferire il segno sul davanti
dell'immagine.
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Vintage
(stampa d'epoca)
Per una immagine storica, ma non solo,
si deve tener conto di quando é stata eseguita la stampa.
Per stampa "vintage" si intende
una stampa che é stata eseguita dall'autore (o da un laboratorio sotto il
controllo dell'autore) in un periodo non superiore ai due o tre anni dopo
la data dello scatto dell'immagine stessa. Più é corto questo periodo e
meglio é per lo statuto di vintage.
Quando un autore diventa famoso molto
spesso gli eredi o chi viene in possesso dei negativi originali, produce e
mette in circolazione delle stampe che non possono essere definite vintage
ed hanno un valore di mercato molto inferiore alla stessa immagine
originale stampata all'epoca dello scatto.
Come sopra scritto nelle opere
contemporanee é importante, a mio avviso, indicare sul retro della stampa
vicino al titolo, la data di scatto e la data di realizzazione della
stampa.
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L'edizione o tiratura
Negli ultimi anni si é sempre più consolidata
l'abitudine, per gli autori che intendono offrire le loro opere al mercato
dell'arte, di dichiarare una numerazione limitata, in genere, legata alla
dimensione della stessa.
Non tutti gli autori del '900 numeravano e limitavano le
stampe delle loro immagini così che i prezzi delle loro opere non sono
"andati alle stelle" come per alcuni autori che hanno limitato la stampa
delle loro opere. Se di un'opera si sa che ci sono in giro molte stampe il
prezzo rimane stabile, quando non scende, mentre di un'opera che si sa
essere limitata, secondo la legge della domanda e dell'offerta, il prezzo
solitamente aumenta regolarmente fino ad arrivare ad un importo massimo
per l'autore.
A volte capita di incontrare autori che dichiarano una
dimensione e per quella dimensione una edizione limitata supponiamo di 10.
Dopo qualche anno, finita l'edizione, ristampano la stessa immagine con
dimensioni differenti ed una nuova edizione di 10, aumentando così il
numero di stampe in circolazione. Gli acquirenti della prima edizione si
sentiranno raggirati in quanto all'acquisto hanno avuto l'impressione di
sapere in circolazione solo 10 stampe e non 20 ed il prezzo di un'opera
limitata a 20 é sicuramente inferiore che la stessa opera limitata a 10.
Il numero massimo per la limitazione delle proprie
stampe ultimamente si é sempre più abbassato arrivando per alcuni autori
anche a 3 stampe per immagine. Questo per poter giustificare un prezzo di
vendita più elevato.
A mio avviso una edizione normale potrebbe andare da un
minimo di 3 ad un massimo di 15 o 20 stampe per immagine. Come scritto
prima una edizione bassa aumenta proporzionalmente il prezzo di vendita
insieme alla dimensione della stampa che, come vedremo nel prossimo
paragrafo, più é grande e più il prezzo di vendita é elevato.
Più frequentemente si
vedono autori che prevedono di stampare le proprie immagini con
dimensioni diverse che vanno dal cm 30 x 40 fino ad arrivare alle
gigantografie di alcuni autori che propongono opere che arrivano anche
a 3, 4 metri di larghezza. (Queste opere, con il contributo della fama
dell'autore, arrivano a stabilire prezzi record di vendita.)
Il collezionista che si
affaccia al mercato ed intende acquistare fotografia d'autore, a volte
rimane confuso per le innumerevoli possibilità che gli vengono
sottoposte dai diversi autori.
Attualmente può capitare:
- l'opera non numerata
l'autore stampa a suo piacimento le opere che gli vengono richieste e
decide di non stamparne più quando pensa che ce ne siano troppe.
In questo caso i prezzi sono relativamente bassi e le differenti
caratteristiche/qualità delle stampe aumentano o diminuiscono il
prezzo;
- l'opera viene numerata
progressivamente (poco usato)
l'autore stampa a richiesta e numera in progressione. In questo caso
solo l'ultimo acquirente é al corrente di quante stampe sono
state realizzate;
- l'opera viene limitata per
una determinata dimensione
l'autore decide una o più dimensioni e per ogni dimensione
decide un numero massimo di stampe da realizzare secondo richiesta.
Esempio:
un autore decide di realizzare una immagine con una dimensione piccola
limitata a 10 ed una dimensione grande limitata a 5.
Questa possibilità, secondo me, é un limite per l'autore
in quanto se gli vengono richieste le stampe grandi (che saranno
più care di quelle piccole) potrà venderne solamente 5,
mentre se i suoi acquirenti non hanno grosse possibilità
finanziarie, una volta terminata l'edizione delle stampe piccole
potrà offrire unicamente le grandi dovendo rivolgersi unicamente
a clienti facoltosi e che hanno spazio per esporre le opere che
acquistano.
Difficilmente un autore decide di stampare contemporaneamente tutte le
stampe dell'edizione (per questioni di costi).
Nel caso di più dimensioni l'autore deve informare
dell'esistenza delle diverse dimensioni e, dunque, della
quantità massima di stampe che saranno realizzate per quella
determinata immagine.
A volte gli autori si lasciano convincere da galleristi o collezionisti
a realizzare stampe più grandi. Se ciò capita al momento
della prima esposizione del lavoro rientra nell'informazione come
dicevamo sopra, mentre se questo succede dopo che l'autore ha
già venduto alcune opere numerate e a quel momento non era
prevista nessun altra dimensione, dovrebbe informare i precedenti
acquirenti di questa nuova decisione (operazione che a volte é
troppo complicata)
-l'opera viene limitata con
diverse dimensioni
in questo caso, che
personalmente ritengo essere il metodo attualmente più
applicabile, vengono decise più dimensioni, con prezzi
naturalmente differenti, che secondo richiesta vengono realizzate e
rientrano tutte in una unica numerazione.
Mi spiego meglio:
se decido di realizzare delle opere fotografiche con dimensioni di cm
40x50 e di cm 80x100 e limitare l'edizione di questa immagine a 15,
nelle 15 devono essere comprese sia le stampe piccole (40x50) che le
grandi (80x100) per garantire al collezionista che di quell'immagine
non saranno offerte alla vendita più di 15 stampe. A seconda
delle necessità saranno realizzate le stampe nella dimensione
richiesta ed al prezzo stabilito secondo la dimensione.
Questo metodo slega il fatto che l'edizione sia applicata ad una sola
dimensione ed informa meglio il possibile acquirente sulla
quantità di opere che saranno realizzate.
Dunque per terminare e per
seguire le richieste dei collezionisti che a volte spendono cifre
importanti, a mio avviso il sistema migliore é quello di avere una sola edizione (vedi esempio sopra) che
comprende tutte le possibili dimensioni.
Alcuni autori a volte iniziano
a proporsi sul mercato con idee poco chiare facendo a volte un pò di
confusione. E' sempre comunque possibile a mio avviso decidere, a
partire da un dato momento, di cambiare metodo e fissarlo in modo
diverso da quanto fatto in precedenza. Si può decidere che, per
il lavori eseguiti a partire da un determinato anno, la numerazione
sarà fissata in modo differente, senza però cambiare le
numerazioni dei lavori eseguiti in precedenza.
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Dimensioni
Ogni opera dovrebbe avere una
sua dimensione per la quale é stata concepita. In fotografia non
é una regola assoluta e, per i motivi che vedremo sotto,
più frequentemente autori contemporanei prevedono di stampare le
proprie opere in dimensioni diverse e sempre più grandi.
Questo é possibile per
la tecnologia attuale che permette di realizzare stampe più
dettagliate e più grandi. Oltretutto sempre per questioni
tecniche, é garantita una buona durata media delle opere
fotografiche sia in bianco/nero che a colori.
All'inizio della storia della
fotografia le stampe venivano realizzate in dimensioni relativamente
piccole in quanto erano stampe a contatto e la dimensione del positivo
corrispondeva alla dimensione del negativo utilizzato per lo scatto.
Il materiale negativo é
migliorato nella definizione e con i negativi di grande formato (dal
cm10x12 fino in alcuni casi a cm 30x40) é possibile realizzare
positivi con dimensioni enormi ed una buona definizione dell'immagine.
Anche il materiale positivo é migliorato e con il digitale si
sta arrivando a realizzare stampe "esagerate" (permettetemi il termine)
con definizione incredibile.
Naturalmente opera grande
prezzo adeguato e se l'opera ha una limitazione bassa costa ancora di
più. Attualmente un autore di fama internazionale che offre le
sue opere limitate sotto il 10 e con dimensioni che possono arrivare a
cm 180 x 225 può chiedere tranquillamente fino a EUR 10'000.-.
Come affermato nel paragrafo
precedente é importante che tutte le dimensioni realizzate per
la stessa immagine siano dichiarate alla presentazione dell'opera ed
eventualmente rientrino tutte in una unica numerazione.
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I prezzi
Un giovane autore
che all'inizio della sua carriera espone le sue opere non dovrebbe
richiedere prezzi esagerati, a meno che, riflettendo su questo, si
dica: "se un possibile acquirente ama le mie opere sarà disposto
a spendere anche una grossa cifra". Ciò significa nella maggior
parte dei casi che l'autore ha delle difficoltà a separarsi dalle
sue opere e non intende venderle. Ma tutto ha un prezzo.
Al contrario se un autore
propone prezzi troppo bassi difficilmente sarà richiesto da
gallerie o da collezionisti.
A mio avviso un prezzo minimo per un'opera di un autore alla prima
esposizione con opere in bianconero di dimensioni non superiori a cm
40x50 non dovrebbe chiedere meno di CHF 500.-/EUR 330.-. Se il suo
lavoro viene apprezzato e richiesto potrà in seguito aumentare
regolarmente il prezzo fino ad adeguarsi al mercato.
Differenti sono i fattori che
influiscono sul prezzo dell'opera.
- la fama dell'autore;
- la dimensione dell'opera;
- la numerazione o limitazione;
- la data di realizzazione della stampe;
la fama dell'autore:
Più un autore é conosciuto ed importante e più il
prezzo delle sue opere aumenta, secondo la legge della domanda e
dell'offerta. L'importanza di un autore non é matematicamente
calcolabile, ma i fattori che influiscono sono abbastanza noti.
Un autore importante é richiesto dalle gallerie, é
entrato nelle collezioni di musei importanti, é richiesto dagli
editori che pubblicano cataloghi e libri, entra a far parte di
collezioni private importanti. Alcuni acquirenti che non possono
conoscere tutto di tutti, si basano su loro curriculum e se apprezzano
la loro opera ed il prezzo gli sembra conveniente decidono di
acquistare.
la dimensione dell'opera
Come detto nel capitolo precedente più l'opera
é grande e più costa. La tecnologia permette di
realizzare stampe positive di grandi dimensioni che arrivano a costare
decine di migliaia di Franchi Svizzeri. Una stampa di cm 80x100, che
per alcuni autori é piccola, può costare da CHF 3000.-
fino a CHF 10000.- e più, a dipendenza della fama dell'autore.
Opere di grandi dimensioni hanno realizzato alle aste record di incasso
fino ad importi vicini al milione di Franchi Svizzeri.
la numerazione o limitazione
Attualmente gli autori contemporanei limitano il numero di
stampe positive da un minimo di 3 ad un massimo di 15 o 20 stampe.
Alcuni autori possono permettersi di limitare la loro produzione anche
fino a 100 stampe, proponendo le loro opere a prezzi relativamente alti
perché conosciuti.
Più la numerazione
é bassa più il prezzo dell'opera può essere
aumentato. Come per la pittura dove si acquistano opere uniche, anche
per la fotografia sono stati raggiunti prezzi impensabili fino a
qualche anno fa.
Un'opera limitata a 3 per alcuni é ritenuta un pezzo unico e
può raggiungere prezzi alti.
Per accontentare acquirenti di
diversa possibilità finanziaria autori famosi producono pezzi di
grandi dimensioni con numerazione bassa (sotto il 10) e possono
raggiungere prezzi record. Allo stesso tempo producono, della stessa
immagine, stampe piccole con numerazione alta e le propongono a prezzi
"abbordabili".
Penso sia comunque importante
riuscire a garantire al collezionista che le numerazioni dichiarate sia
mantenute e che l'autore non decida per motivi diversi, dopo qualche
anno, di proporre una nuova edizione con qualità tecniche o
numerazione o dimensione differenti per giustificare la nuova edizione.
la data di realizzazione della stampa
come scritto nel capitolo "Vintage" il valore della stampa in
questione é molto più alto se si tratta di una stampa originale realizzata
dall'autore, o sotto il suo controllo, in un periodo non superiore ai tre
anni dalla data dello scatto.
Le ristampe postume hanno, in genere, un valore
corrispondente al 10/20% di una stampa "vintage". |
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Quanto scritto sopra é
frutto di una esperienza di diversi anni ed anche di un atteggiamento
personale nei confronti del mercato dell'arte e della fotografia.
Non tutto quanto scritto sopra é legge ed é sempre bene
sentire le opinioni di diverse persone prima di decidere cosa fare sia
come autore che come acquirente.
Rimango comunque a disposizione
per ulteriori chiarimenti ed informazioni relativamente ai temi
trattati in queste pagine,
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